Venture Philantropy: come massimizzare l’impatto sociale delle grandi associazioni

Creata quasi 10 anni fa da Maurice Tchenio, la Fondazione AlphaOmega si ispira ai metodi del Private Equity, per accompagnare efficacemente i protagonisti del settore del volontariato ed accelerare il loro cambiamento di scala. Elisabeth Elkrief, Direttrice Generale della Fondazione AlphaOmega, ci parla dei principi e degli obiettivi di questa fondazione unica nel suo genere, garantita da un fondo di dotazione investito in Private Equity.

Può spiegare il concetto di Venture Philantropy?

Elisabeth Elkrief:

La Venture Philanthropy parte da una semplice considerazione: per consentire ai migliori operatori sociali di svolgere la loro azione su larga scala, essi devono essere strutturati come un’azienda. Tuttavia, la maggior parte dei finanziatori preferisce sostenere singoli progetti piuttosto che la struttura di un’associazione. Siamo convinti del contrario: è rafforzando la guida strategica, la gestione e l’efficacia operativa delle associazioni ad alto impatto che saremo in grado di generare un reale cambiamento sistemico.

Conformemente a quanto avviene nel Private Equity, di cui adattiamo i metodi al settore del volontariato, selezioniamo esclusivamente associazioni che abbiano raggiunto una dimensione critica, grazie al loro rendimento, alla loro “Unique Selling Proposition” e alla competenza del loro team manageriale, di cui condividiamo la visione. Le accompagniamo nel lungo termine, offrendo sostegno finanziario e competenze, per rafforzare le loro strutture. La nostra azione è rafforzata dall’effetto leva generato dal nostro accompagnamento.

In cosa consiste tale effetto leva?

Quando la Fondazione AlphaOmega investe in un’associazione, ciò favorisce il contributo dei finanziatori partner, poiché la nostra modalità di accompagnamento garantisce loro l’efficacia dei fondi investiti. Allo stesso modo, riusciamo a riunire attorno a noi alcuni mecenati, che hanno competenze di alto livello, che condividono la nostra filosofia e che vogliono mettere la loro esperienza professionale a disposizione degli operatori sociali più efficienti.

Come scegliete le associazioni che accompagnate?

Elisabeth Elkrief: Concentriamo la nostra azione nel campo dell’istruzione, perché consideriamo la riuscita scolastica e l’integrazione professionale come la migliore leva per il progresso sociale. La crisi che stiamo vivendo ci ricorda l’urgente necessità di rilanciare l’ascensore sociale. Su 4,5 milioni di alunni svantaggiati, il 45% è disoccupato quando entra nella vita attiva! La scuola da sola non può risolvere il problema. Sosteniamo, quindi, gli attori socio-educativi che lavorano a fianco degli insegnanti, in ogni momento cruciale della scolarizzazione, per evitare l’abbandono scolastico, dalle attività di prevenzione a quelle di correzione. Scegliamo soltanto soggetti che sostengono almeno 7.000 giovani all’anno, con un bilancio di oltre 1 milione di euro e la rete territoriale necessaria per svolgere la loro azione a livello nazionale.

Esempi di associazioni significative?

Elisabeth Elkrief: Come avrete compreso, le sei associazioni che accompagniamo sono tutte significative! Abbiamo individuato i soggetti a più forte impatto: Coup de Pouce è la 1a associazione che lotta contro l’abbandono scolastico precoce; AFEV è la 1a rete di tutoraggio studentesco per i giovani dei quartieri popolari; Energie Jeunes promuove la continuità scolastica tra gli studenti delle scuole medie delle aree di “Educazione prioritaria”; Entreprendre Pour Apprendre apre nuove opportunità di orientamento per i giovani lontani dal mondo professionale, iniziandoli all’attività imprenditoriale. Infine, Écoles de la 2e Chance favorisce l’inserimento professionale dei giovani senza diploma. In totale, le nostre associazioni sostengono quasi 180.000 giovani all’anno.

SynLab, la nostra ultima associazione selezionata, forma più di 190.000 insegnanti alle migliori pratiche didattiche, per favorire la riuscita scolastica degli studenti in difficoltà, nel sistema pubblico.

Qual è stata la vostra azione specifica, nell’accompagnare Écoles de la 2e chance?

Elisabeth Elkrief: In seguito alle raccomandazioni strategiche di McKinsey, poi di Oliver Wyman, i 140 istituti delle Écoles de la 2e Chance si sono strutturati in una rete, oggi riconosciuta dalle Autorità pubbliche come uno dei dispositivi di inserimento professionale più efficaci. Una governance solida, la formalizzazione della loro offerta pedagogica, l’armonizzazione dei processi (sistemi informatici e contabili, ecc.) hanno consentito di creare un marchio esigente, referenziato, nel 2018, nel Piano contro la povertà e nel Piano investimenti di competenza.

Quali sono i vostri obiettivi per i prossimi anni?

Elisabeth Elkrief: Grazie ad Apax Partners e ai nostri altri fondi partner, che ci consentono di coinvestire la nostra dotazione nei loro deal, per finanziare la nostra azione, lavoriamo ogni giorno per ottenere maggiori risultati sul piano sociale.

Dopo aver dotato le nostre associazioni di piani strategici ambiziosi, ora, bisogna sviluppare dei progetti operativi, come la digitalizzazione e, a termine, raggiungere un numero sufficiente di giovani per rilanciare l’ascensore sociale.

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