Una comprensione a 360° del digitale: la sfida delle imprese di dimensioni intermedie

La maggior parte delle imprese di dimensioni intermedie francesi (ETI) ha ormai avviato il proprio processo di trasformazione digitale. Che si tratti di dematerializzare i propri flussi o, per le più avanzate, di raccogliere e di sfruttare dei dati, la sfida per le aziende è riuscire ad integrare il digitale al loro progetto e strutturarsi di conseguenza. Chiarimenti di Pierre-Olivier Brial, Amministratore Delegato del gruppo Manutan e co-presidente della commissione digitale del METI.

Dall’edizione 2018 del barometro della maturità digitale delle imprese di dimensioni intermedie francesi, quali grandi evoluzioni avete potuto notare?

Pierre-Olivier Brial: Nell’arco di un anno molti settori si sono attivati. In particolare, l’industria recupera il suo ritardo, grazie al lavoro condotto intorno all’industria 4.0. Ciò ha consentito la nascita di progetti pilota e persino di veri e propri piani di trasformazione complessivi. Anche la distribuzione professionale si è risvegliata. I comportamenti dei clienti B2B sono cambiati e, anche qui, assistiamo all’implementazione di iniziative digitali pertinenti. Sono propenso a pensare che un numero crescente di imprese di dimensioni intermedie si renda conto della potenza del digitale e del suo impatto sul loro business model.

Diverse ETI sono entrate in una “nuova fase” di trasformazione digitale, caratterizzata da una migliore analisi dei dati e dai primi contatti con l’Intelligenza Artificiale (IA). Naturalmente non tutte le imprese hanno lo stesso livello di avanzamento. A fine 2018, abbiamo organizzato un laboratorio di co-design inedito con dei dirigenti di imprese di dimensioni intermedie, in collaborazione con Apax Partners. In questa occasione, abbiamo potuto notare che le aziende che hanno avviato la loro trasformazione digitale si interrogano comprensibilmente sul miglior utilizzo possibile dei dati ed iniziano a strutturare il loro sfruttamento.

Quali sono ormai le grandi sfide che le imprese di dimensioni intermedie devono affrontare?

P-O.B.: Per i “nuovi arrivati” della trasformazione digitale, è all’ordine del giorno riuscire a digitalizzare il rapporto con la clientela e con le forze di vendita. I loro primi progetti si concentreranno, quindi, sulla dematerializzazione dei flussi o sullo sviluppo di un’attività di e-commerce. Per altri sarà necessario comprendere correttamente le sfide dei Big Data o della valorizzazione dei dati. Alcune società industriali ne avranno bisogno, in particolare, per implementare la manutenzione predittiva.

Di fronte ai nuovi attori del loro settore, le imprese di dimensioni intermedie dovranno anche rivedere parte del loro modello di origine e diventare più competitive. Come? Basandosi su una comprensione a 360° di ciò che il digitale modificherà nel rapporto con il cliente e nel loro modo di lavorare. Le imprese di dimensioni intermedie specializzate nella distribuzione automobilistica dovranno confrontarsi con l’arrivo dell’auto autonoma. Nel settore della salute, il cliente finale dovrà essere preso maggiormente in considerazione. Nell’ingegneria industriale, dovremo integrare l’industria 4.0…

La trappola sarebbe considerare la trasformazione digitale soltanto come una serie di singole iniziative. Un errore ancora commesso dai manager che non riescono ad integrarla pienamente nella missione della loro azienda. L’altra trappola sarebbe quella di affrontare il problema da soli. Non tutte le imprese di dimensioni intermedie sono ancora aperte all’ecosistema delle start-up; eppure si tratta di un formidabile vivaio di attori in grado di aiutare le aziende ad accelerare la loro trasformazione.

A parte le start-up, di quali vantaggi dispongono le imprese di dimensioni intermedie per riuscire nella loro trasformazione?

P-O.B.: Le imprese di dimensioni intermedie pensano a breve, medio e, soprattutto, lungo termine. Dato che la trasformazione digitale implica dei cambiamenti profondi, bisogna puntare su questa capacità. Ma non è tutto! Le imprese di dimensioni intermedie partono generalmente da un progetto aziendale. Di conseguenza, i loro manager cercheranno di collegare il digitale ai loro valori e di coinvolgere tutti i loro collaboratori. È fondamentale, poiché la trasformazione digitale rimette in discussione il modo di lavorare. Infine, le imprese di dimensioni intermedie sono spesso leader in una nicchia di mercato. Questa specializzazione consente loro di contare su una trasformazione molto focalizzata, con un numero limitato di iniziative mirate.

Quali saranno i prossimi passi per “addomesticare” i dati?

P-O.B.: Bisogna iniziare dalla loro individuazione: dove si trovano all’interno dell’azienda? In secondo luogo, si tratta di creare una chiara governance. Definire quali sono le persone responsabili di gestire l’utilizzo dei dati e i processi necessari al suo corretto funzionamento. Terza fase, la realizzazione di progetti pilota per valorizzarli. La quarta ed ultima fase consiste nella costante evoluzione della tecnologia. Ad esempio, creando dei data lakes per meglio sfruttare i Big Data. Noi di Manutan siamo alla terza fase e cominciamo a riflettere sulla quarta, grazie a nuovi strumenti e alla ricerca di nuove competenze.

All’interno del METI, quali sono i vostri progetti per il 2019?

P-O.B.: Lavoriamo alla spiegazione del percorso di trasformazione digitale, con un duplice obiettivo. Innanzitutto, un obiettivo di immagine. Chi pensa alla trasformazione digitale penserà ad una start-up o ad un’iniziativa di un grande gruppo, ma non ad un’impresa di dimensioni intermedie. Esistono, invece, centinaia di esempi di imprese di dimensioni intermedie digitalizzate! Questa battaglia di immagine è fondamentale per noi, se non altro per sensibilizzare le autorità pubbliche sulle nostre sfide di digitalizzazione. Inoltre, il barometro digitale è uno degli strumenti di questa strategia di comunicazione e di sensibilizzazione, poiché consente di smontare un certo numero di pregiudizi sul digitale.

Cerchiamo anche di far sentire la nostra voce nelle iniziative regionali o nazionali sull’Intelligenza Artificiale, ad esempio. Su questo argomento, la Germania ha raccolto 1.000 imprese di dimensioni intermedie, per creare in queste una cultura dell’IA! Noi del METI desideriamo posizionarci a monte dell’avvio di programmi così innovativi. E soprattutto, poter fornire la nostra esperienza sulle iniziative legate alla trasformazione digitale.

Scarica il barometro (Solo versione francese)

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