Quattro domande digitali a Pierre Reboul, fondatore dell’Electronic Business Group (EBG)

Trasformazione digitale delle imprese, globalizzazione dei mercati, creazione di nicchie di investimento. Pierre Reboul, fondatore dell’Electronic Business Group (EBG), descrive le nuove sfide e le opportunità del digitale per le PMI. 

 

Ritiene che le piccole e medie imprese possano realizzare con successo la loro trasformazione digitale? 

Pierre Reboul: Chiamiamo “trasformazione digitale” la reazione dei marchi tradizionali e dei grandi gruppi di fronte all’irruzione sul mercato di nuovi soggetti, che rivoluzionano il servizio, rompono il circuito di intermediazione o offrono lo stesso servizio o prodotto ad un costo molto inferiore. Quindi, per definizione, la trasformazione digitale è imposta da piccoli operatori e più si è piccoli, più si ha la possibilità di avere successo.

Come deve procedere una PMI che voglia realizzare tale trasformazione digitale? 

P.R. : Il punto fondamentale è la competenza della persona che sarà assunta e lo spirito di apertura del manager. Quest’ultimo deve rendersi conto che tutto ciò che ha costruito, molto spesso con processi consolidati e prezzi stabili, è potenzialmente in pericolo. A mio parere, la questione del bilancio è secondaria, egli non può riuscire a realizzare la trasformazione della propria attività soltanto acquistando dei software o facendo lavorare delle società di sviluppo informatico, ma, piuttosto, comprendendo come la tecnologia può stravolgere la sua professione e la sua catena di valore.

Il digitale impone la globalizzazione di tutti i mercati? 

P.R. : Sì, ed è proprio questo il problema! Non è un operatore francese che ha conquistato i diritti della Ligue 1 di calcio, a scapito di Canal Plus, ma un broker spagnolo, che li rivende sul mercato mondiale. E non è l’ennesimo canale francese, bensì Netflix che rappresenta la loro maggiore minaccia, nel settore del cinema e delle serie televisive. Ed è del Qatar l’operatore che, da sei anni, fa loro concorrenza, proponendo un prezzo inferiore del 60% a quello del loro abbonamento. Lo stesso vale in moltissimi settori: gli affitti stagionali, la custodia di animali da compagnia, i monopattini in libero servizio, le consegne di cibo a domicilio, la rivendita di telefoni cellulari di seconda mano, ecc… Tutto diventa globale, con al massimo tre operatori di riferimento per settore.

Quali sono i settori più promettenti per un investitore? 

P.R. : Citerò due settori in particolare. Innanzitutto, l’intelligenza artificiale, le cui prestazioni sono molto lontane dalle fantasie che si possono leggere in alcuni articoli di stampa. Può trattarsi sia di tecnologie cosiddette “core”, come i motori di intelligenza artificiale, sia di software di servizio, come i sistemi di risposta automatica (chatbot o CA). Il secondo settore è la Blockchain, facendo attenzione a diffidare delle ICO (Initial Coin Offering, letteralmente: offerta di moneta iniziale), la cui forma giuridica è praticamente inesistente. È meglio concentrarsi sui software e sui servizi che utilizzano la Blockchain come riferimento di marcatura temporale o di certificazione di tipo notarile.

 

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