Il settore vinicolo si reinventa per far fronte a nuove sfide

Eric_Le_FurAumento della domanda internazionale, crescita del bio, avanzata del rosé… Insegnante e ricercatore presso l’INSEEC nel settore dell’economia vinicola, Eric Le Fur illustra la trasformazione in corso nel settore, strategico per l’economia francese.

Qual è lo stato di salute del mercato vinicolo?

Eric Le Fur: Dopo un 2017 caratterizzato da vendemmie storicamente scarse, il vino francese gode complessivamente di buona salute. Come avviene in molti Paesi produttori di vino, negli ultimi anni i volumi hanno tendenza a ridursi, ma la domanda internazionale di vino francese rimane solida e in costante aumento. Le annate sono di qualità e il livello dei prezzi si sta stabilizzando. Nel 2018, la Francia è il primo esportatore mondiale di vino. Inoltre, in Francia, con un’eccedenza di circa 12 miliardi di euro di esportazioni, il settore vinicolo è secondo solo all’aeronautica.

In Francia, il consumo di vino è passato da 100 litri all’anno per abitante, nel 1975, a 42 litri, nel 2016. Questa tendenza al ribasso è destinata ad accentuarsi?

I francesi, in effetti, stanno riducendo il consumo di alcol, per motivi legati alla salute, economici, ambientali e generazionali. Nel caso del vino, alcuni studi della filiera vinicola ritengono che la domanda francese dovrebbe continuare a diminuire nei prossimi anni. I consumatori sotto i 35 anni bevono complessivamente meno spesso e saranno raggiunti abbastanza rapidamente dalle generazioni più anziane. La domanda si rivolge sempre più verso una maggiore qualità. Questo fenomeno, “bere meno ma meglio” ha persino un nome: “premiumisation”. I consumatori si aspettano una migliore tracciabilità, una produzione più responsabile e meno solfiti. I vini leggeri, meno alcolici, i vini biologici e, più recentemente, i vini vegani, rispondono a queste nuove aspettative.

Come cambia la domanda per i vari tipi di vino?

I francesi consumano sempre più rosé, tutto l’anno, e non più soltanto in base alla stagione. Il consumo di vini effervescenti e di vino bianco si sta stabilizzando mentre quello di vino rosso diminuisce. Il consumo, quindi, si orienta maggiormente verso i vini leggeri, freschi, vivaci, talvolta derivati da innovazioni. I rosé della Provenza, i vini biologici, i vini bianchi e rossi italiani e spagnoli, i vini effervescenti stranieri (Cava e Prosecco) sono i principali beneficiari di questo cambiamento.

Come evolveranno i prezzi nei prossimi anni e quali saranno i principali fattori che li influenzeranno?

Dipende dal tipo di vino. I grandi vini, chiamati anche vini pregiati, beneficiano dell’effetto rarità. Le famiglie ricche in tutto il mondo, sempre più numerose, soprattutto in Asia, desiderano avere questi vini prestigiosi nella loro cantina e/o nel loro portafoglio di attivi. La domanda supera ampiamente l’offerta. Per gli altri vini, in particolare quelli sfusi e i biologici, la loro produzione nei prossimi anni registrerà una forte crescita, mentre la produzione di vini generici rallenterà.

Si tratta di una tendenza mondiale, con una forte domanda nei Paesi nordici, ma anche in Germania, Spagna, Cina, Giappone o Francia. Se questi consumatori potranno beneficiare di una migliore tracciabilità, dell’assenza di pesticidi e della sensazione che ciò sia positivo per la loro salute, saranno disposti a pagare un po’ di più per l’acquisto di una bottiglia di vino biologico. Infine, recentemente, sui mercati tedesco e scandinavo, è apparsa la domanda di vino sfuso analcolico.

In che modo la vendita online cambia la distribuzione del vino?

L’e-commerce del vino ha conosciuto una fortissima crescita, di quasi il 30% all’anno, tra il 2008 e il 2015, e di circa il 6% in seguito. Le spese di spedizione, la potenziale rottura delle bottiglie e il rischio di cattiva conservazione durante il trasporto possono scoraggiare i consumatori. L’e-commerce del vino è oggi un mercato maturo, con oltre 400 siti registrati in Francia. La fase di consolidamento già avviata si accentuerà e si accompagna con la comparsa di negozi connessi. I principali beneficiari di questa nuova situazione sembrano essere i commercianti/produttori che detengono propri stock e ingenti risorse finanziarie, nonché i siti di commercio online generici, che distribuiscono grandi volumi di vendite. Le insegne della grande distribuzione e i supermercati non dovrebbero tardare a reagire. A tal fine, il ricorso alla WineTech può rappresentare un’opportunità.

Le grandi Case vinicole, ma anche i piccoli produttori, si orientano verso modalità di produzione più responsabili. Una tendenza sostenibile?

La Francia è il primo esportatore di vini biologici al mondo, con una quota di mercato del 30%. Mentre il 99,5% dei vini biologici acquistati in Francia è di produzione nazionale. Oggi, il 10% dei vigneti francesi è già certificato come agricoltura biologica e poco più del 20% sta procedendo alla conversione. Entro il 2022, circa un terzo dei vigneti francesi saranno certificati bio. Tutti questi elementi confermano un desiderio di consumare meglio, nel rispetto dell’ambiente. Alcuni viticoltori hanno deciso di andare oltre il biologico, sviluppando la viticoltura biodinamica, vale a dire la ricerca di un’armonia tra terra, vite, terreno e lavoro del viticoltore. In Francia, questi vini sono per esempio riconosciuti dagli organismi Demeter o Biodyvin.

Il riscaldamento globale ha già effetti misurabili sui vini. Quali sono i principali e come possono adattarsi gli attori del settore vinicolo?

In effetti, questa problematica sconvolge le tradizioni viticole e le caratteristiche intrinseche dei vini: vendemmie precoci, diminuzione dell’acidità, gradazioni alcoliche elevate. Tali fenomeni potrebbero influire sulla gerarchia delle aree di produzione. Alcune regioni viticole, come il Giura, la Savoia, la Campania (Fiano), la regione argentina di Mendoza (Bonarda), il sud del Cile (País) o la Croazia potrebbero trarre beneficio da questi cambiamenti. Ricompaiono anche vecchi vitigni, in particolare nei Paesi dell’Europa dell’Est, in nome della diversità.

Iscriviti

Apax Talks

NEWSLETTER

Apax Talks è un magazine digitale destinato ai manager d’impresa. Presenta delle strategie per sviluppare la crescita delle PMI e Mid-cap, con particolare attenzione ai settori TMT, Consumer, Sanità e Servizi.